I nuovi censori

MELLITTO (Bari) - Un grosso incidente su una statale, un morto, oltre 70 feriti. Un camion a rimorchio, per un'avaria al gancio di traino, sbanda mentre percorre un cavalcavia e precipita, oltre il guardrail, sui binari sottostanti mentre sopraggiunge un treno con a bordo 90 passeggeri. Lo scenario è quello della S.S. 96, che collega Altamura a Bari, all'altezza di Mellitto, frazione di Grumo Appula a pochi chilometri da Bari. Lo schianto, fatale per l'autista del camion, un cittadino marocchino residente a Gravina, avviene alle 9.18, trentatrè minuti prima il treno era partito da Matera alla volta di Bari. A salvare i passeggeri delle due locomotive è la prontezza di riflessi del macchinista nell'attivare il freno di emergenza. La statale rimane chiusa per oltre sette ore, la tratta ferroviaria tornerà percorribile soltanto lunedì prossimo. Questo è quello che posso raccontarvi grazie alle testimonianze di persone gentili incontrate a circa un chilometro dal luogo dell'incidente un'oretta dopo. Sul punto esatto dello schianto non sono riuscito ad arrivarci ed insieme a me non ci è riuscito neanche il cameraman che mi accompagnava. Ad un giornalista, regolarmente iscritto ad un ordine professionale, è stato negato di accedere allo scenario di una cronaca salita alla ribalta nazionale e di documentare, con le immagini per un servizio televisivo, quanto accaduto. I nuovi censori, amici, vestono la divisa da "Carabiniere", in questo caso due non meglio identificati militari di una non meglio identificata stazione del Comando Provinciale di Bari. La loro arma, ancor prima del revolver, è l'arroganza, cui segue a ruota l'abuso di potere. A volte, come in questo caso, anche la discriminazione, con cui spesso un giovane giornalista che lavora per una piccola emittente televisiva locale, si trova a fare i conti rispetto alle "corsie preferenziali" accordate a colleghi impiegati in testate maggiormente note. Con un tono di voce piuttosto scostante, nel primo caso, e prepotente, nel secondo, a chi spetta il diritto di cronaca ed il diritto/dovere dell'informazione, tutto questo è stato negato, ed esattamente da coloro che dovrebbero salvaguardarli ulteriormente. L'Assostampa di Basilicata, informata dell'accaduto dal sottoscritto, in un comunicato stampa, ha commentato l'episodio in questo modo:
"L’Associazione della Stampa di Basilicata esprime piena solidarietà ai colleghi di Trm ai quali, oggi, è stato impedito di accedere, con le loro telecamere, sul luogo del tragico incidente che ha coinvolto un camion e un treno delle Fal. Non si capiscono, infatti, le ragioni per le quali è stato interdetto l’accesso alla troupe di Trm, mentre è stato consentito ad altre telecamere. Il diritto di cronaca non deve conoscere confini, né culturali, nè geografici, né favoritismi alcuni. E desta stupore che a minare questo diritto siano stati, in questa circostanza, coloro che dovrebbero difenderlo".
Il sindacato ha fatto la sua. Sarà ora la legge a fare il resto. Parola d'onore.
Sergio Palomba
(foto Ansa)
"L’Associazione della Stampa di Basilicata esprime piena solidarietà ai colleghi di Trm ai quali, oggi, è stato impedito di accedere, con le loro telecamere, sul luogo del tragico incidente che ha coinvolto un camion e un treno delle Fal. Non si capiscono, infatti, le ragioni per le quali è stato interdetto l’accesso alla troupe di Trm, mentre è stato consentito ad altre telecamere. Il diritto di cronaca non deve conoscere confini, né culturali, nè geografici, né favoritismi alcuni. E desta stupore che a minare questo diritto siano stati, in questa circostanza, coloro che dovrebbero difenderlo".
Il sindacato ha fatto la sua. Sarà ora la legge a fare il resto. Parola d'onore.
Sergio Palomba
(foto Ansa)

0 Comments:
Posta un commento
<< Home