lunedì, settembre 04, 2006

Il regno dei comignoli













MATERA - Spuntano come funghi si sarebbe detto in altri tempi. Oggi, la giusta locuzione è: “spuntano come comignoli, fasulli”. In un'atmosfera degna dei romanzi fantascientifici di “Urania” o di Dick, le antenne di telefonia mobile, si stanno impossessando della galassia “Matera”, ultimo avamposto felice dell'universo, prima che già l'oscuro tiranno cemento la assoggettasse ai suoi perversi voleri. Le antenne, però, sono subdole, si insinuano sotto mentite spoglie, come i replicanti di “Blade Runner” tra gli umani. La prima invasione, timida ma del tutto evidente, si è verificata tempo fa nella lontana periferia nord di “Matera”, sui resti di una colossale opera incompiuta che gli antenati del “nuovo millennio” usavano chiamare “parco integrato di Serra Rifusa”. Proprio in quelle lande desolate è possibile scorgere la prima roccaforte, nascosta in un comignolo rossastro, attorniato da sofisticati congegni elettronici. Ma l'avanzata dell'esercito delle antenne si è fatta più temibile quando ha cominciato ad avvicinarsi a zone più centrali, ancora una volta travestite da canne fumarie. Due di loro hanno colonizzato uno dei terrazzi della fortezza di piazza degli Olmi. Hanno una estrema capacità camaleontica: si mimetizzano nel paesaggio assumendo le stesse tonalità degli edifici. In pochi sanno quando sia avvenuta la conquista, di certo è stata fulminea ed indolore, almeno per il momento, visto che ancora non si conosce la pericolosità dell'invasore. E dalla postazione di “Agna”, una delle più popolose della galassia “Matera”, non arrivano notizie confortanti: i lavori di installazione di due stazioni radio base che nei mesi scorsi avevano provocato l'insurrezione delle popolazioni indigene, sono ripresi, nonostante non ci siano accordi con l'amministrazione o i cittadini. Il governatore di Matera, Michele Porcari, ha annunciato l'avvio di monitoraggio nell'area di Agna, affidato ad esperti del Dipartimento di ingegneria e fisica dell’ambiente, della Facoltà di ingegneria dell’Università di Basilicata, affinché le antenne non intacchino la qualità della vita della comunità materana. Ma già gli antenati del “nuovo millennio”, nelle cronache del tempo, parlavano di un fantomatico “piano comunale delle antenne, che facesse fronte alle invasioni. Il documento, però, non è ancora stato ritrovato. Ancora non si sa se sia andato perso o non sia addirittura mai stato realizzato.


Sergio Palomba

1 Comments:

Anonymous estragon said...

Benvenuti e complimenti per il blog! Molto ben scritto.
Ad ogni modo, vi vorrei invitare a partecipare alla comunità di lucanifuori.com, o a darmi il permesso di inserire i vostri post in quell aggregatore che è lucanifuori.com.
Ciao e buon proseguimento.
;)

14:46  

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